Le Suicide De Paris (Estratto da: Andai, dentro la notte illuminata)

Se ne sta in disparte, segregata nel suo camerino, e sa bene che susciterà sensazioni forti stasera. È bella, Paris. Porta il nome di una grande capitale europea. È così magra e lunga che sembra un chiodo da bara, e la sua silhouette è un parossismo d’armonia, con i seni polposi e incolonnati in un…Read more Le Suicide De Paris (Estratto da: Andai, dentro la notte illuminata)

La Città dell’uomo di Olivetti a Ivrea: l’architettura come visione del mondo

Contemplare, e ponderare. Rinvigorire le dosi di razionalità a disposizione, e provare ad afferrare la sacche di realtà che per caso finiscono sotto osservazione, o forse per tentacolari associazioni di idee, e di colpo ambire a decriptare la forma delle cose sfidando il massimo grado di complessità possibile per coglierne ogni nodo, ogni collegamento, ogni…Read more La Città dell’uomo di Olivetti a Ivrea: l’architettura come visione del mondo

La luce bianca che viene dal mare

Il bianco è purezza. Il bianco è incandescenza purificante. Il bianco è candore. Il bianco è lo zenit dello spettro elettromagnetico, e tutti i colori del mondo convogliano nella sua luminescenza. Sul bianco, è possibile iscrivere una nuova realtà, quella che ciascuno desidera per sé da esibire agli altri. Del resto, ormai è accaduto. La…Read more La luce bianca che viene dal mare

Lamento di Michele Ardengo

Resta un pernicioso vanto nella mia infelicità che non avrà fine. La mia vita è stata tra le prime ad essere trasposte su pagina da Alberto Moravia. È stato un pestaggio. Me ne stavo beato nella mia immobilità, sentendone l’odore ma non percependone totalmente i contorni. A causa di Moravia sono diventato archetipo. Tutto di me…Read more Lamento di Michele Ardengo

Puskhar, la grande fiera e l’hic et nunc

Gli zoccoli ancora da ferrare scalpitano a vuoto a Puskhar, Rajasthan, India del Nord, avamposto del deserto di Thar, e sono pistoni che infuriano senza scalfire il confine violento di una semi immobilità obbligata. Silenziosi, sentenziosi come colpi di martello, i calci demoliscono dune di sabbia e ne formano di nuove, il deserto è una…Read more Puskhar, la grande fiera e l’hic et nunc

W.G. Sebald. L’Europa tra bellezza e macerie

Esiste davvero un modo di sentire comune a tutti gli europei? Esiste davvero un sostrato emozionale, o culturale, che sia realmente diffuso in Europa come alfabeto collettivo e che sia valido erga omnes, come un diritto costituzionale? Forse. Proclamarsi amletici, anzi intrepidi amletici, appare talvolta l’unico modo di avvicinarsi alla saggezza. È tuttavia ossessione irrinunciabile…Read more W.G. Sebald. L’Europa tra bellezza e macerie

Gela, frontiera della civiltà industriale

≪La frontiera della civiltà industriale, finalmente spostatasi verso il sud, l’ha tolta (Gela, N.d.R.) al lavoro della campagna (…). L’antica palma viene risparmiata, quasi simbolo vivo del luogo, emblema della storia mediterranea. Si impostano i grandi archi dei magazzini ove verranno raccolti i fertilizzanti prodotti nello stabilimento. Vengono innalzate le strutture delle officine e dei…Read more Gela, frontiera della civiltà industriale